I CHIODI E LA STACCIONATA

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ESPAÑOL

Il racconto di oggi mi fa riflettere sulle conseguenze di ció che facciamo: ad ogni azione corrisponde una reazione.

Spesso pensiamo ingenuamente che il modo in cui ci comportiamo o le cose di diciamo non abbiano un forte impatto sulla vita degli altri…ci sbagliamo!

Buona lettura e buon week end

Con affetto

Federica

C’era una volta un bambino che faceva tante cose cattive: faceva arrabbiare tutti e a tutti arrecava dei gran dolori con misfatti e insulti.

Un giorno però il bambino cominciò a capire il male che stava facendo e ne provò dolore anch’egli, così decise di diventare “buono”.
Andò dal nonno e gli disse: “Nonno come posso fare per diventare più buono?”;

e il nonno, saggia persona, gli rispose:

“Vedi quella staccionata laggiù? Ogni volta che fai un’azione cattiva andrai presso quella staccionata e con un martello ci metterai un chiodo”.

Il bambino all’inizio fu un po’ sorpreso da questo consiglio, poi però fece come gli disse il nonno.

Nonostante le buone intenzioni del bambino, i chiodi nella staccionata furono molti!

Ma cominciava a diminuire la frequenza con cui il bambino inchiodava, fino ad arrivare al giorno in cui il bambino non ne mise neppure uno!
Allora il bambino andò dal nonno e disse:

“Nonno finalmente non faccio più cattive azioni, ma ancora non mi sento buono!”,

e il nonno disse “Bene, ora vai alla staccionata e con questo cacciavite comincia a togliere tutti i chiodi che hai messo”; il bambino fece come gli disse il nonno.

Ci volle un po’ di tempo ma i chiodi furono tutti rimossi, il bambino tornò dal nonno e il nonno gli disse: “cosa noti?”,

e il bambino “bè, ora al posto dei chiodi ci sono tanti buchi!”

e il nonno “Ecco, quello è il male che hai causato, a volte non basta non fare cattive azioni per sentirci buoni, dovremmo cominciare a togliere i “chiodi” dalla nostra staccionata e vedere quanto profondi sono i “buchi lasciati”.

A volte capita che il tempo otturi quei buchi, altre volte quei buchi sono talmente profondi che nemmeno il tempo riesce a chiudere, altre volte ancora lasciamo lì quei chiodi senza volerli rimuovere”.

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