RACCONTO: CRESCERE COME UN ALBERO

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ESPAÑOL

Ho scoperto questo racconto e mi ha davvero colpito.

L’autrice si chiama Viki Morandeira e vi consiglio di dare un’occhiata al suo blog.

Leggere questo racconto mi ha ricordato quante volte rinunciamo ad essere artefici della nostra vita preferendo nasconderci dietro inutili scuse e pesanti lamentele.

A volte é piú facile dare la colpa agli altri e alle circostanze piuttosto che rimboccarci le maniche e portare la nostra vita in salvo.

Spero che vi piaccias.

Buona lettura

Con affetto

Federica

Un giorno, passeggiando alla ricerca di un albero sotto il quale riposarmi, ne trovai due, che erano cresciuti molto vicini.

Nonostante fossero della stessa specie, uno era piccolo e sembrava  malato, mentre l’altro era grande e rigoglioso.

Decisi di riposare all’ombra del piú grande.

Dopo qualche minuto iniziai a sentire delle lamentele:

“Ecco, mi é successo di nuovo! Deve sopportare sempre la stessa situazione! La gente é davvero egoista e pensa solo alla propria comoditá!”

La lamentela costante smise quando si inizió a sentire una voce piú profonda, rilassata e calma.

Diceva:

“Sei un albero bello e sano proprio come me, perché siamo nati dallo stesso seme. Se tu solo lo volessi la gente sceglierebbe di riposare sotto la tua ombra.”

“Si, peró la colpa é tua, se tu non fossi qui sceglierebbero me!”

Fino a che non sarai responsabile di te stesso, troverai sempre qualcuno a cui dare la colpa dei tuoi insuccessi”

“Non é vero! La colpa é solo tua. Tu hai radici piú grandi e per questo riesci ad nutrirti di piú di me…”

Poi, cambiando il tono di voce, il piccolo albero chiese al grande:

“Dimmi, come hai fatto a crescere cosí?”

E l’altro rispose:

“Quando i nostri semi viaggiavano insieme nell’aria e caddero su questa collina, mi resi conto che avevo una grande responsabilitá: per poter sopravvivere dovevo riuscire a trovare acqua, formare delle radici e stabilizzarmi.

Poi, quando riuscii in questo intento mi resi conto che avevo una missione: crescere al massimo delle mie potenzialitá.

Per questo, il mio obiettivo é di allungare ogni giorno un po’ di piú le mie radici, trovare nuova acqua, nutrirmi meglio… E cosí, quando le persone riposano sotto la mia ombra, mi rendo conto che la mia missione é anche quella di dare giovamento e riposo alla gente , e questo fa si che ogni giorno sia in me ancora piú forte il desiderio di continuare a crescere…É cosí che lo faccio. E tu?”

E l’albero piú piccolo rispose:

“ Io il giorno in cui siamo caduti su questa terra, mi resi conto che era fertile, che ogni tanto cadeva la pioggia e che questo mi avrebbe dato il nutrimento necessario per vivere.

Ti vedevo sforzarti, allungarti per crescere di piú e pensai che eri troppo ambizioso. D’altra parte io riuscivo a sopravvivere senza sforzo, comodamente. Non ho avuto bisogno di sforzarmi in nessuna occasione. Ora peró le mie radici si sono atrofizzate e anche se mi sforzo non crescono come le tue”.

“Se smettessi di guardarmi e ti rendessi conto che trionfare significa superare se stessi e non gli altri, credimi! Arriveresti molto piú lontano di quello che pensi.”

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